Il due di spade è la carta vincente del gioco più elementare che si fa con le carte da gioco siciliane,

questo gioco si chiama Minicheddu, il nomignolo che comunemente viene dato alla carta.


Il gioco è semplicissimo, tutti i giocatori si sistemano attorno al tavolo, si stabilisce una quota da

puntare dopo di che vengono mescolate le carte e il mazziere dopo la “spinciuta” comincia a dare

una carta ciascuno a chi capita il due di spade “Minicheddu ” vince le puntate di tutti.

semplicissimo.

Solitamente questo gioco veniva fatto per accontentare le nonne e i bambini.

Minicheddu è il vezzeggiativo del due di spade attribuitogli dai palermitani.

Minicheddu è il diminutivo palermitano del nome Domenico.

Dato che il gioco sopracitato veniva fatto il giorno della domenica per far divertire anche i bambini simpaticamente il due di spade diventava minicheddu.

I giocatori per esorcizzare l’arrivo della carte vincente agli avversari amano ripetere cantilenando: Minichieddu runni si!!!

Nelle carte da gioco siciliane un posto di riguardo l’occupa il due di spade.

C’è qualcosa di misterioso nelle carte siciliane, stiamo parlando dei significati e delle interpretazioni che a loro vengono attribuiti dall’esoterismo.

E’ difficile recuperare l’originale significato che veniva dato a ciascuna carta secondo la tradizione.

Le carte siciliane come anche le carte napoletane discendono dai tarocchi.

Oggi parliamo di una delle più simpatiche, il due di spade che però nasconde un sinistro significato.

Il due di spade rappresenta: lingua pettegola, scontro, qualcosa di negativo.